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I sostenitori del Brexit sono volutamente vaghi riguardo le alternative del rapporto con l’Unione Europea. Questo perché diversi modelli esistenti non sono soddisfacenti.

Gran Bretagna vorrebbe un rapporto con l’Unione Europea fatto su misura sperando in una contrattazione con accesso al mercato comune accompagnato con questi elementi:

-          NO regolamentazione da parte dell’UE

-          NO libero movimento delle persone

-          NO contributi sul budget comune

Ovviamente l’Unione Europea non può essere cosi generosa con Gran Bretagna, in quanto altri paesi potrebbero chiedere la stessa cosa.

Quali sono allora le alternative di un accordo bilaterale UE – GB?

  1. Spazio Economico Europeo (SEE): Fanno parte di questo accordo Islanda, Liechtenstein, Norvegia assieme ai Paesi Membri dell’UE. Lo Spazio Economico Europeo dà accesso al mercato comune, prevede l’eliminazione degli ostacoli tecnici alla libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone. Lo SEE si distingue dal mercato comune in quanto non riguarda tutti i settori delle politiche dell’UE: sono escluse la politica agricola comune (PAC) e la politica comune della pesca; non si applica alla tassazione diretta, né prevede una politica estera e commerciale comune. In ogni caso perché questi Stati abbiano accesso al mercato comune devono accettare il libero movimento delle persone; devono contribuire al budget comune dell’UE; devono osservare ed implementare l’acquis comunitario e la correlata regolamentazione se vogliono accedere al mercato comune, anche se non hanno voce in capitolo in termini di voti. Inoltre Islanda, Liechtenstein e Norvegia possono stringere accordi bilaterali con paesi al di fuori dell’UE ma l’efficienza di questi accordi dipende dalla capacità commerciale di ciascuno dei paesi di riferimento in relazione a quella dei paesi terzi. Un Paese al di fuori dell’UE si trova indebolito a trovare un accordo vantaggioso con un grande paese come p.es. Cina. Tutti questi aspetti dello Spazio Economico Europeo non possono essere soddisfacenti per i sostenitori del Brexit e di conseguenza questa possibilità è da escludere se si vogliono accettare i tre grandi NO.
  2. Unione doganale Turchia - UE: La Turchia si trova in un’Unione doganale con l’UE che ha come oggetto solo alcuni beni e sono esclusi completamente i servizi. Quindi anche questo rapporto con tutte le sue peculiarità non può essere adatto ai sostenitori del Brexit, essendo i servizi il componente d’interesse principale per GB.
  3. Rapporto UE - Paesi Balcanici: I Paesi Balcanici, tra cui anche l’Albania (sulla quale ha fatto riferimento anche il Ministro Gove) hanno accordi di associazione con l’UE allo scopo di un adesione futura, quindi con diritti e doveri ben definiti. Questi accordi, inoltre non hanno come oggetto i servizi.   
  4. Altri rapporti: Esistono anche rapporti commerciali di paesi con UE che rispettano i tre NO britannici, ma che nello stesso tempo non hanno come oggetto tutti i beni e che comunque non includono i servizi finaziari.

I rapporti commerciali che l’Unione Europea ha stretto oramai sia con paesi europei, sia con quelli extra europei, rende molto più difficile la conclusione di accordi commerciali di Gran Bretagna con ogni singolo paese, soprattutto in considerazione delle condizioni commerciali che presentano i vincitori di Brexit. Lo smarrimento di Gran Bretagna con il risultato del recente referendum ha reso molto incerta il panorama politico ed economico dell’intera UE, cosa che si rispecchia anche nei mercati. Per questo motivo i politici europei chiedono un’accelerazione delle trattative dell’UE con GB per chiarire una situazione dannosa per tutti.