Attivita

Il Centro Europeo di Scienza della Pace, Integrazione e Cooperazione (CESPIC) dell’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”, ha organizzato il convegno intitolato “Innovazioni istituzionali per un’economia a servizio del bene comune. Il caso delle società benefit in Italia”.
Al convegno dove ha partecipato S.E. Milva Ekonomi, Ministro per lo Sviluppo Economico, Turismo, Commercio e Imprenditoria, si è discusso sul ruolo delle società benefit e della loro possibilità di implementazione in Albania. Le Società Benefit sono una nuova forma giuridica di società, introdotte in Italia con la Legge di Stabilità del 2016. Ispirate al modello delle Benefit Corporation (o B-Corp), di origine statunitense, realizzano anche in Italia l’aspirazione di alcune aziende ad avere un impatto positivo sull’ambiente e sulla società senza rinunciare ai profitti e ai dividendi.
S.E. Milva Ekonomi, Ministro per lo Sviluppo Economico, Turismo, Commercio e Imprenditoria, entusiasta dell’invito dell’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” ha sottolineato che imprese sociali esistono anche in Albania e vengono seguite con particolare interesse dal governo albanese. “L’Albania ha istituito questa legge (sulle imprese sociali), tenendo conto che alcune aziende di produzione devono creare possibilità d’impiego per le persone meno abbienti – ha dichiarato il Ministro di Economia.
Il Senatore Mauro del Barba, Membro della Commissione permanente Bilancio del Senato della Repubblica d’Italia, ha detto che la legge sulle società benefit in Italia è solo il primo passo per cambiare il paradigma e per cercare un modello di sviluppo sostenibile. È anche un primo passo per dare un contributo all’economia della pace.

Il convegno è stato moderato dal Prof. Caruso, Direttore CESPIC ed esperto della Scienza di Pace. Prof. Caruso ha sottolineato che una nuova legge può dare agli individui e alle società la possibilità di ampliare la propria gamma di preferenze, rappresentando così un valore aggiunto.

Invece il Prof. Carlo Bellavite Pellegrini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha trattato l’argomento sotto un profilo accademico ma anche professionale, come docente di Finanza Aziendale.

“È molto importante veder crescere il numero delle società e regole del mercato che mirano a bilanciare i profitti e le condotte giuste verso essa e l’ambiente”. Così ha dichiarato l’Onorevole Ervin Bushati, deputato del Parlamento Albanese e membro della commissione per l’economia e finanza.

L’On. Bushati ha detto che a questo punto, l’Albania ha ancora molta strada da fare, ma ha anche percorso un lungo tragitto passando da un’economia centralizzata a un’economia totalmente libera dopo gli anni novanta.

“Penso che la riforma della giustizia sia un grande passo per l’Albania, che trasforma la giustizia non più in una merce o servizio che si può comprare sul mercato, assolutamente non funzionale. La giustizia non è una merce che si può comprare al mercato, ma è un diritto di tutti”.

Il prof. Giovanni Lagioia, Preside della Facoltà di Scienze Economiche, Politiche e Sociali, ha trattato l’importanza del tema del convegno, molto significativo per gli studi economici.
“Ci sono due elementi importanti da sottolineare: il primo è sicuramente la novità e l’occasione per discutere di una proposta reale legislativa e l’altro la possibilità di raggiungere l’obiettivo di un’economia diversa” – ha dichiarato Prof. Lagioia.

P. Daniele Bertoldi, presidente della Fondazione NSBC, salutando i lavori del convegno, ha detto: “La persona umana, che vuole vivere in solidarietà, non può accontentarsi di accumulare ricchezza per se stesso o per il nucleo famigliare, ma deve pensare che questa ricchezza è a vantaggio di tutti. E quindi chi vuole lavorare nel profit deve anche pensare a delle azioni non profit a vantaggio della popolazione”.

Il Magnifico Rettore dell’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” ha sottolineato che quest’iniziativa nasce dal CESPIC – Centro Europeo di Scienza della Pace, Integrazione e Cooperazione, creata da più di un anno e nata da un’idea del presidente della Fondazione. “Credo che non sia proprio chiaro a tutti che c’è una scienza della pace. Quando si parla della pace uno la immagina come un sentimento, un emozione da perseguire, ma c’è una scienza, c’è del lavoro, c’è una ricerca, c’è un analisi critica degli ostacoli. Bisogna capire quali sono i meccanismi di regolazione per arrivare all’equilibrio: perché la pace è equilibrio”.