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Giacomo Tempesta ( me kitarrë në të majtë të fotos),The Savages   1967, jazz në Santa Croce - Firence!
Giacomo Tempesta (con la sua chitarra sulla sinistra della foto), The Savages

 1967, jazz a Santa Croce – Firenze!
“Ero uno studente e suonavo jazz con “The Savages”. Suonavamo nelle principali piazze di Firenze e nelle feste”.
Perché la musica come espressione d’arte non poteva sincronizzarsi meglio che a Firenze, la culla del Rinascimento, la città di Michelangelo e di Dante, la città di Brunelleschi, che poi studiò negli anni a venire.
Giacomo Tempesta è un docente di architettura che chiunque ha avuto modo di incontrarlo e salutarlo negli ambienti dell’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”. Quando lo senti parlare capisci che l’architettura è la sua ragion di vita, ma scopri anche che la musica ha segnato gran parte della sua gioventù.
Il scrittore tedesco Goethe perifrasava l’architettura come musica congelata. Pochi sono coloro che non hanno sentito jazz. È una forma musicale che ha un suo costrutto, esattamente come le forme architettoniche. Inizia dall’improvvisazione, le note tranquille si convertono in crescendo e le vibrazioni si trasformano poi in una tempesta. Così anche l’interesse di Giacomo Tempesta per la musica si è trasformato in interesse per il disegno.
Prof. Tempesta insegna “Fondamenti di meccanica delle strutture” per gli studenti di Architettura UCNSBC. Ha conseguito la laurea in Architettura con il massimo dei voti presso l’Università di Firenze, dove oggi insegna.
La sua storia è poco usuale rispetto a quella di un architetto tipo. La sua materia e il campo professionale sono più riconducibili agli studi di ingegneria. Come dice lui, spesso si hanno degli incontri che ti colpiscono veramente e ti cambiano le prospettive per il futuro.
“Durante il terzo anno degli studi, ho incontrato il Prof. Di Pasquale, un architetto che insegnava una materia tipicamente dell’ingegneria. Lui è stato il primo professore italiano ad essere un architetto che insegnava materie strutturali. Io ed alcuni dei miei colleghi siamo stati i suoi discepoli. Forse volevo fare il designer, ma sono diventato un architetto e mi ha interessato dell’architettura l’aspetto delle strutture, non in senso ingegneristico ma in senso culturale. Appena laureato, il Prof. Di Pasquale mi ha chiesto di essere l’assistente del suo corso e abbiamo avuto l’opportunità di occuparci della cupola di Brunelleschi. Da qui ho avuto l’ispirazione per l’argomento di cui mi volevo occupare principalmente, cioè quella dell’edilizia storica, dell’edilizia monumentale e che in Italia ha una grande importanza”.
Oltre ad aver studiato la cupola di Firenze, Prof. Tempesta ha studiato e ha scritto anche su diverse strutture del panorama mondiale, come: la Cattedrale di Santiago (L’Avana, Cuba), la Cattedrale di Parma, l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Napoli), Il Parco di Populonia (Regione Toscana), il Museo dei Vetri ad Empoli, Palazzo della Fonte ad Arezzo, ecc.
Appassionato di pittura, come della sua chitarra, durante il tempo libero, Giacomo Tempesta lavora su olio. “Io amo la figura tipo di una persona umana. Disegno persone, non come ritratti ma come idea”. Il suo primo dipinto a olio lo ha fatto quando aveva 4 anni, ma si è rifiutato di essere un’artista, perché, secondo lui, artisti si nasce non si diventa.

Giacomo Tempesta ( me kitarrë në të majtë të fotos),The Savages   1967, jazz në Santa Croce - Firence!
Prof. Giacomo Tempesta oggi all’UCNSBC (sulla sinistra della foto) 

Con questo background, era impossibile che il Prof. Tempesta vedesse l’architettura solo su un filone, quello più populista: “In Albania, il corso di Architettura si può impostare su due o tre filoni, tra i quali uno è importantissimo credo sia il restauro dell’edilizia dei monumenti. Perché la cultura del restauro che, noi professori di Firenze, possiamo esportare è una cultura secolare che è difficile ritrovare in tutto il resto del mondo”.
Il concetto che il professore vuole passare ai suoi studenti di architettura dell’UCNSBC è quello del restauro che non passa attraverso una sorte di abbellimento esteriore, ma che significa studiare i materiali, le tecniche, studiare come queste possono essere recuperati utilizzando materiali similari o come possono essere consolidate senza introdurre elementi che possano sconvolgere la struttura.
Rivolgendosi agli studenti, Tempesta conclude: “La sensibilità è l’elemento più importante. Non si può insegnare tutto in un corso, ma la sensibilità è una cosa che rimane. Chi ce l’ha, progredisce da solo”.

*Filippo Bruneleschi, architetto ed ingegnere fiorentino, autore della Cupola del Duomo di Firenze, la cupola più grande del mondo e la più grande cupola in muratura mai costruita.

Articoli sui lavori del Prof. Giacomo Tempesta:
http://www.informarezzo.com/permalink/19512.html 
http://www.museodelvetrodiempoli.it/ 

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