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Le novità sono molto importanti per un’università quanto l’educazione accademica degli studenti. Con questo intento, il Centro Europeo di Scienza di Pace, Integrazione e Cooperazione (CESPIC), presso l’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”, ha organizzato la tavola rotonda dal titolo “La legge italiana contro lo spreco alimentare e il suo impatto sulla povertà”.

Un panel di esperti di diversi settori ha discusso sulla possibilità della stesura di una legge simile e di implementarla in Albania.

Attualmente in Albania, i rifiuti alimentari vengono gestite da ONG e fondazioni, mettendoli a disposizione delle persone meno abbienti.

La regolamentazione di quest’attività tramite una  legge sta diventando sempre più necessaria per l’Albania, seguendo i passi che i paesi europei hanno già intrapreso in questo senso.

L’onorevole del Parlamento Italiano Maria Chiara Gadda, promotrice della legge italiana sui rifiuti alimentari ha presentato il background, le motivazioni e i primi risultati di una legge unica nel suo genere in Europa.

In questa tavola rotonda moderata dal Prof. Raul Caruso, Direttore CESPIC, i due onorevoli del parlamento albanese, Milva Ekonomi e Florjon Mima hanno discusso sui loro pensieri e idee. Essi si sono confrontati con argomenti e contro argomenti produttivi per quanto riguarda il ruolo dello Stato e dell’imprenditoria: come creare sgravi fiscali per i soggetti interessati alla donazione in ordine di raggiungere l’obiettivo comune, quello di aiutare la gente in bisogno.

Su questo tema hanno discusso come portavoce dell’imprenditoria,  Pietro Tafuni, Direttore generale della Conad Albania, Alban Zusi, Presidente del Albanian Food Industry, Prof. Giovanni Lagioia, Preside della Facoltà di Economia UCNSBC e i rappresentati della società civile: Wilma Verburg, Direttore esecutivo del Food Bank Albania e Arbër Hajdari, Direttore esecutivo della Fondazione Different Weekend, i quali si trovano ad affrontare ogni giorni situazioni di povertà estrema.